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Nuova fauna per la Masseria
La masseria riserva ogni tanto nuove sorprese. L’estate del 2012, per la prima volta da quando è iniziato il recupero della vecchia azienda di famiglia, ho osservato tre nuove specie aviarie.
Le civette
Una famiglia di civette si è insediata nel boschetto in cima alla masseria. Le incontro alla sera risalendo la strada bianca che taglia a metà la collina. Le luci dell’auto le immobilizzano ed io aspetto che liberino la strada.
Il barbagianni
Durante una giornata di trinciatura dei residui di potatura nel tardo pomeriggio estivo, il cingolato Fiat 60/75 è stato affiancato da un esemplare di Barbagianni che si era tuffato sulla sua preda incurante della mia vicinanza. È fuggito quasi subito, dopo aver girato la testa per valutare la mia reazione di stupore.
L’upupa
In un primo pomeriggio di settembre, il terzo avvistamento: un’upupa — il pappagallo nostrano “solarizzato” da Montale.
Il Saettone
Non è raro incontrare serpenti in masseria, soprattutto bisce. Più raro è imbattersi nel Colubro d’Esculapio o Saettone (Elaphe longissima). L’uso dei mezzi meccanici costituisce un fattore di rischio per questa specie — un motivo in più per prestare attenzione mentre si lavora.
La volpe
Le galline sono sparite. La candidata principale si è presentata la sera dopo: una volpe adulta che mangiava i croccantini dei gatti nel cortile, in presenza dei gatti. È tornata ancora. L’ultima visita: a circa due metri di distanza, nessuna reazione alla nostra presenza, ha continuato a mangiare.
La Vulpes vulpes è un regolatore naturale delle popolazioni di roditori. La sua presenza stanziale in un contesto agricolo segnala una catena alimentare funzionante — condizione che il metodo biologico contribuisce a creare e mantenere.
Quando succedono queste cose, aiutano a sopportare meglio la fatica necessaria a produrre l’olio e rinforzano le convinzioni sulla salvaguardia dell’ambiente e sulla scelta del metodo biologico.
Masseria La Palombara produce olio extravergine biologico certificato ICEA a Vasto, Abruzzo, da 3.600 ulivi a 2 km dall’Adriatico. Scopri i nostri oli →
