Tutti i grani tornano a Solina

La Solina è indicata in più casi come la siligine di Plinio. Luigi Anguillara e Giovanni Marinelli, in un testo del 1561, scrivono: “La sesta si dimanda solina, et questa si divide in due sorti, una rossa, e l’altra bianca — della bianca si fa un ottimo pane.” Non è un grano che abbiamo riscoperto recentemente: è sempre stato qui.

Caratteristiche tecniche

Frumento tenero tardivo, resistente al freddo, rustico. Produzioni limitate ma costanti anche su terreni poco fertili — adatto all’agricoltura biologica per natura. Taglia elevata (110-135 cm), spiga aristata bianca. Proteine 13,5-15,5%, farina poco tenace, adatta alla lavorazione manuale e alla lenta lievitazione. Al massimo 20 q/ha: non è un grano industriale.

Come la coltiviamo

La semente di Solina viene riprodotta e selezionata internamente all’azienda da diversi anni. Nessun acquisto esterno, nessuna varietà registrata. Autonomia genetica completa — la stessa logica dell’oliveto. I cereali si alternano con la semina di leguminose, soprattutto ceci, per mantenere la fertilità biologica del suolo.

La macinazione avviene a pietra presso un piccolo mulino — il germe di grano rimane intatto. Non produciamo farine molto raffinate: meno salutari e meno oneste rispetto al cereale che le ha generate.


Masseria La Palombara coltiva Solina, Saragolla e Senatore Cappelli a Vasto, Abruzzo — biologico certificato ICEA, semente autoprodotta, macinatura a pietra. Scopri i nostri grani →