Olio Extra Vergine d'Oliva

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Tutti i grani tornano a Solina

Questo grano tenero è in più casi indicato come la siligine di Plinio, come viene riportato da Luigi Anguillara e Giovanni Marinelli in un testo del 1561, che riclassificando grani scrivono "La sesta si dimanda solina, et questa si divide in due sorti, una rossa, e l'altra bianca - della bianca si fa un ottimo pane - e questa per l'osservatione del nome non è altro, che la siligine corrotto il nome." La presenza di questo e di altri grani antichi anche nel vastese è testimoniata da Giuseppe Del Re nel suo libro Descrizione topografica fisica economica politica de' Reali Domini al di qua del Faro nel Regno delle Due Sicilie: con cenni storici fin da'tempi avanti il dominio de'Romani, Volume 2, Tipogr. Dentro la Pietà de'Turchini, 1835, 507 pagine. 

 

 

Caratteristiche

La Solina è un frumento tenero tardivo nella spigatura e nella maturazione (riesce male se seminato in primavera), con portamento a fine accestimento prostrato o semiprostrato. E' un grano resistente al freddo, rustico, che da produzioni limitate ma costanti anche su terreni poco fertili, adatto alla coltivazione con i metodi dell'agricoltura biologica. È caratterizzato da taglia elevata (110-135 cm), spiga aristata di dimensioni medio- lunghe (8,0-9,5 cm) e di colorazione bianca (si ritrovano anche alcune spighe rossastre), le ariste sono dello stesso colore della spiga. Produce cariossidi grandi (42-46 mg, lunghe da 2,85 a 2,95 mm), discretamente provvisti di proteine (13,5-15,5%), ma di produttività limitata (al massimo 20 q/ha). Dal grano di Solina si ricava una farina classificabile tra quelle direttamente panificabili e poco tenace, adatta alla lavorazione manuale.

 

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